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Da picciol fuoco gran fiamma seconda

1 Ottobre 2010 alle 17:10

La responsabilità penale è personale ma quella morale è collettiva, perciò la legge condanna in solido l'autore e il mandante del delitto. Ci sono mandanti culturali, meno individuabili, ma non meno scellerati; la mano che colpisce è sempre armata da un attore personalmente invisibile, ma non meno reale, generalmente catalogato nella prosopopea clinica di un folle. Perciò Gesù dice a chi si accinge a lapidare l'adultera di considerare la sua colpa. Colui che punisce si macchia della stessa colpa del reo, perciò la legge fa tutti colpevoli. Colui che ha armato la mano contro Belpietro si trova nella babele dei giudizi odiosi vomitati contro di lui negli studi televisivi e altrove, nella violenza politica di cui è stato oggetto insieme a Feltri dai missini e dai comunisti, fratelli gemelli del secolo scorso. C'è sempre qualcuno che capta nel clima d'odio che circola i desideri collettivi e li manda ad esecuzione. Così è avvenuto negli anni settanta e così sta avvenendo oggi, si comincia dai giornalisti e si prosegue poi nella piazze. Il discorso di Di Pietro alla Camera è una istigazione a delinquere, Napolitano, che dicesi super partes, ha il dovere di stigmatizzare quella Furia d'Inferno. L'irresponsabilità della carica non l'esenta dal dovere di impedire l'escandescenza della violenza, ovunque si manifesti, C'era in quell'assemblea un presidente, che sorrideva compiaciuto e astenico nonostante le proteste del presidente del consiglio ad intervenire per tacitarlo. E' un caso che Feltri, Fede e Belpietro siano gli unici sotto scorta e che tutti gli altri restano sicuri nella loro malizia? Intervenga Napolitano e presto, lui che ha esperienza antica e recente di come da "picciol fuoco gran fiamma seconda"

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