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Mario Mori e il processo kafkiano

30 Settembre 2010 alle 17:10

Del processo che si sta celebrando a carico del generale Mario Mori si può almeno dire che: se un pubblico ministero non reputa inerente ad esso il fatto che alcune lettere presentate dal principale test dell’accusa Massimo Ciancimino possano essere state manipolate, se il suddetto figlio dell' ex sindaco di Palermo non porta dei carteggi originali, neppure autenticati, bensì fotocopie degli scritti del padre, se ad un generale quale è l'ex capo di SISDE e ROS si cavilla sulla parola "agganciare" come sinonimo di connivenza mafiosa e non la si valuta col significato di "prendere contatto col nemico impegnandolo con aggressiva attività di pressione" che nel gergo militare possiede, se, cosa assai comune da parte dei professionisti dell'anti e monopolizzatori di tale attività, si contesta ad un uomo dalle enormi capacità di sintesi tra metodologia e azione, unanimemente riconosciute a Mori, il non potersi muovere un pò sotto la superficie per l'obiettivo primario, pure questo processo, come quello di Kafka, presenta molti aspetti kafkiani?

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