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Il congiuntivo sta morendo?

30 Settembre 2010 alle 08:50

Per alcuni giorni il Corriere ha pubblicato sostanziosi interventi sul rigoglioso crescere dell'uso errato della lingua italiana. Paolo Conti ha firmato l'articolo del 20, dal titolo: "Il declino della lingua (scritta). Vocaboli e congiuntivi: i dieci errori. Italiano sempre più sconosciuto agli studenti. Non leggono Dante, lo traducono". Il pretitolo dell'articolo di Lorenzo Salvia del 21 recitava: "Dopo i risultati allarmanti dei test. Anche il Manzoni ha ignorato il congiuntivo". Il padre della lingua italiana e il perfezionista nell'uso della stessa avrebbero qualche colpa nell'ignoranza (ad ogni cosa il suo nome) della gioventù odierna? Chissà! Comunque l'arte del tradurre è veramente difficile e, se vi riuscissero, sarebbero bravi. Ma per il Manzoni è proprio sicuro che ignorasse realmente il congiuntivo? O che qualche volta lo abbia sostituito consapevolmente in bocca a qualche "villano", qualche analfabeta del popolo sovrano, per rendere più realistico il discorso? Non dimentichiamo che è un fine conoscitore dell'uomo e della natura e il suo linguaggio è cesellato con la penna d'oca. Il 22 Giorgio De Rienzo confermava autorevolmente la mia ipotesi con l'articolo: "Elogio del congiuntivo in un mondo che si spaccia per certo", affiancato da quello di Francesco Sabatini: "Il congiuntivo sparito. Se è scelta consapevole, che sia". Io, molisano d'origine, che quando parlo (solo quando parlo) non sempre "azzecco" i congiuntivi, com'è per i corregionali Antonio Di Pietro ed Aldo Biscardi, rimpiango il congiuntivo (e il condizionale) che penso non sparisca per "scelta consapevole", ma per mera ignoranza (ad ogni cosa il suo nome). Però, se pur fosse studiatamente voluto, penso che già è tanto difficile intendersi con lo stesso, figuriamoci senza.

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