cerca

I problemi della bioetica

29 Settembre 2010 alle 16:20

Una donna che vive dall'altra parte del mondo si vede rifiutare dalla sorella il consenso al trapianto di midollo, per lei indispensabile per salvarsi dalla malattia. Stamani alla radio, sento un medico che dice che non esiste in medicina, alcun obbligo morale a fare questa azione. Ora, io non dico che la sorella debba essere obbligata a donare il proprio midollo, ma sentire le parole "mancanza di obbligo morale" mi ha fatto una gran paura. Perchè dobbiamo parlarne dei nostri obblighi morali, dobbiamo pur cominciare con la medicina che ci pone sempre nuovi problemi e non si può rispondere come rispondiamo adesso, con il riconoscere una sorta di diritto assoluto del singolo ad essere egoista, sempre. E non parlo di un diritto giuridico (non si può ridurre tutto sempre ad una norma, bisogna pur averla un'etica personale tutti quanti), parlo di morale, perchè è da questo punto di vista che la nostra società fa acqua da tutte le parti. Ci stiamo atrofizzando dietro il "giuridico" e non pensiamo alle nostre coscienze (messe opportunamente a tacere da diritti scritti e certificati). Secondo me è lo stesso identico problema dell'aborto, dell'eutanasia, insomma, riflettiamo, la medicina ci dà la possibilità di uccidere una bambino prima che nasca per i più svariati motivi, la legge ce ne dà il diritto, ma questo è GIUSTO? La solita legge e la solita medicina mi dicono che potrei un giorno scegliere di non correre in aiuto a una sorella, di non salvarla. E' giusto? In casi come questi ci sono sempre le barricate alzate da chi difende la libertà di ciascuno di noi, questa libertà somiglia sempre più al diritto ad una molle indifferenza al dolore, all'anestetizzazione dai problemi, e a me invece viene da comprendere quella persona che si è armata di bombolette spray e ha scritto, nella notte, ciò che riteneva giusto.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi