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Voglia di qualunquismo

28 Settembre 2010 alle 08:50

Negli anni sessanta se uno non prendeva posizione e non sposava l’una o l’altra corrente politica veniva tacciato di qualunquismo . Allora la cosa aveva un senso vivendo in un contesto fortemente ideologizzato per cui la neutralità appariva anomala, soprattutto per un giovane .Oggi le cose sono cambiate : le ideologie storiche si sono dissolte e, soprattutto, la nuova politica ci crea più fastidio che interesse. Basti considerare da quanto tempo siamo vittime di una paralisi informativa che concentra le informazioni politiche su fatti specifici, che appartengono più al gossip che alla politica. Si parla dei politici e non della politica, facendo leva su un voyeurismo tipicamente italiano. Ovviamente alcuni mezzi di informazione la fanno da padrone, portando alle stelle auditel e tirature, producendo settimane di trasmissioni e pagine di giornali che a loro volta ne alimentano altre . Un meccanismo a catena che finisce col dettare la vera agenda della politica e ci allontana dai problemi reali del Paese . Perciò è forte la tentazione di assumere un atteggiamento di sano e permanente distacco da questa politica, un atteggiamento qualunquistico, appunto, che di questi tempi appare l’atteggiamento più coerente.

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