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Armiamoci e partite

27 Settembre 2010 alle 21:50

Il Direttore oggi scrive sul Foglio on-line: “ritengo sacro dovere del cittadino difendere la patria e finanziare la politica”. Vero, ma credo vadano fatti alcuni distinguo importanti. Riguardo al primo punto credo che la cosa non debba mai diventare un armiamoci e partite, tipo guerra del Vietnam, dove i caduti di colore superavano in modo evidente la percentuale della popolazione afroamericana americana, ossia i poveri in prima linea, i ricchi al riparo o a casa (e in questo fecero benissimo molti giovani a contestare fino a rifiutarsi di partire, avrei fatto lo stesso). Riguardo al secondo, vediamo cosa significa finanziare, ossia cifre, nomi meccanismi di finanziamento devono esser chiari, senza ricorso a giri occulti di tangenti o affini, con sospetti che rasentano la certezza di lauti arricchimenti personali. C'è poco da dire a riguardo, dove manca il controllo inevitabilmente prospera il malaffare, ragion per cui più la popolazione di uno Stato è povera e arretrata e più i suoi politici la depredano. Sarà un caso ma i costi della politica italiana sono nettamente maggiori di quelle tedesca o francese, a partire da stipendi e compensi/rimborsi vari più o meno occulti.. Non vorrei sembrare un idealista che vive tra le nubi, capisco che nessuno è perfetto e concordo con quanto diceva Churchill, ossia che la democrazia è la peggior forma di governo, a parte tutte le altre, ma mio parere quando una classe politica smarrisce la propria dignità, diventando costosa e inefficiente, finisce col mettere a rischio la democrazia stessa. E la cosa è già successa più volte.

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