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Sindacati e politica, Italia ferma?

23 Settembre 2010 alle 16:30

Dopo l'ultima serata TV, ma ci rendiamo conto che gli attuali sindacati continuano a parlare di organizzazione e di lotta alla crisi, quando costoro, con le loro sigle di appartenenza (Cigl, Cisl, Uil, Ugl, Cisnal) sono ancora legati ad una partitocrazia obsoleta ed anacronistica (originariamente legati a concetti da Democrazia cristiana, comunismo, socialdemocrazia e destra passata)? Sentire sindacati dare consigli alla politica su come affrontare la crisi ed essere completamente ignorati? Forse, altrove, non esisterebbe. Chi potrebbe e dovrebbe riorganizzare il sindacato, rimasto magari, fermo ai tempi di L. Lama? Con la Cigl tagliata fuori dal giro che conta (Fiat, etc.). Chi doveva e deve decidere di dimezzare i parlamentari e abolire le province? Il governo con regioni, province, comuni, circoscrizioni e comunità, continua a parlare di "ristrutturazione e federalismo", ma non succede mai niente. Altro che i 5 punti di Berlusconi che, comunque, continuano ad essere ad alto rischio di inattuabilità? Certo è più comodo parlare ed attuare leggine tampone. Tutto questo, grazie a problemi di singoli e noti personaggi che ne rimandano gli iter applicativi. Già, meglio forse che le elezioni vengano fatte slittare,perchè al momento non so quanti si porterebbero ai seggi! Non c'è bisogno di sondaggi, per registrare una litigiosità insopportabile fatta sulle spalle di cittadini traditi. Se non si approfitta a "torchiare e riformare" in un momento di crisi dopo non se ne farà più niente.

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