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Redde rationem

22 Settembre 2010 alle 15:40

Avevo affermato in un precedente intervento su HPC che a chiunque avesse una minima conoscenza di società offshore non poteva che essere evidente la realtà del pasticcio Fini-Tulliani-Montecarlo. E' impensabile, peraltro, che un partito politico venda un immobile a una società offshore, per di più a un prezzo di favore, senza essere a conoscenza dell' effettiva identità della controparte. Ma vogliamo scherzare? E se dietro le offshore ci fosse stata la Mafia o la Camorra? Operazioni del genere si fanno solo nella certezza della controparte e per due tipi di finalità: 1- Interesse privato, personale o familiare poco importa 2- Costituzione di fondi riservati, nel caso che la differenza tra il prezzo ufficiale e quello di mercato sia confluita in un conto estero a beneficio di An o altro soggetto. Lo scoop del quotidiano dominicano, ispirato intuibilmente da un noto soggetto colà residente, pone una pietra tombale sulla vicenda. Il presidente della Camera dovrebbe spiegare al paese se è stato così sprovveduto da farsi raggirare da un ragazzotto senza né arte né parte o se ha inteso beneficiare la sua famiglia a spese degli iscritti di AN o se, infine, gli ipotetici fondi neri ricavati dall' operazione siano nella disponibilità sua o di An o di chi altri. E' purtroppo evidente che ciascuna delle predette ipotesi (sprovvedutezza, interesse privato o costituzione di fondi neri) implica una totale incompatibilità col ruolo di presidente della Camera, per non parlare del ruolo di moralizzatore della scena politica.

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