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Caifa alla luce del nostro tempo

20 Settembre 2010 alle 18:30

Sabato a Londra è accaduto che un manipolo di manifestanti contrari alla lapidazione dell'adultera iraniana Sakineh sia convogliato pro tempore nell'ala dei manifestanti contrari alla visita del Pontefice romano Benedetto, vero kathekon contro la menzogna coranica. Sembravano difendere vittime ma in verità vogliono solo creare martiri. L'umanesimo ateo non ripudia infatti la violenza, di cui anzi è crogiolo per isteria mimetica come dimostrato per i casi dei chierici pederasti, ma soltanto la sua applicazione sub ratione Dei. La violenza come sentimento comune diviene invece per se stessa giustificata, il linciaggio fisico o mediatico è pubblicamente auspicato e di fatto compiuto per gli esecrabili, siano essi pedofili, adultere o santi, coloro per i quali la finzione della pietà farisaica può essere temporaneamente sospesa, e via nell’ebbrezza sanguinaria di Dioniso: semel in anno licet insanire! Il Volkgeist, l’Ideale rivoluzionario, i Diritti umani, sono tutte figure retoriche sotto le quali viene celata la cementazione di consenso di un popolo o di un gruppo attorno all’uccisione di un qualche Capro espiatorio, l’opera di René Girard vale su questo in eterno. Contro alla santità in particolare si creano empie alleanze fra antichi nemici, come fu quella fra Erode e Pilato sulla testa di Gesù (Lc 23, 12); Caino subodora la santità di Abele e per questo lo uccide, la voce del sangue di quest’ultimo griderà fino a Dio dal suolo. Il fatto che taluni vagheggino l’arresto del Papa, il suo processo e verosimilmente la sua condanna testimonia che i Vangeli sono i luoghi eterni in cui immancabilmente si snodano i corsi e ricorsi della storia: parafrasando Pascal si può dire che Pietro è crocifisso fino alla fine del mondo.

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