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Non siamo il peggio del mondo

17 Settembre 2010 alle 16:30

Cosa abbiamo fatto, di diverso, di infamante, di schifoso, noi occidentali, termine generico e deviante, per doverci accollare tutte le brutture morali e sociali del mondo? Ci siamo comportati da conquistatori? Certo, come gli Egiziani, come i Persiani, come i Macedoni, come i Romani, come i Mongoli, come i Goti, gli Unni, gli Aztechi, i Cinesi, gli Indiani, i Russi, gli Arabi, i discendenti del Mayflower e, si potrebbe continuare. Non è mai esistito, nella storia dell'umanità, un popolo, un gruppo etnico, una tribù che, sentendosi forte e superiore, militarmente e anche culturalmente, abbia, volontariamente rinunciato, in nome di principi etici, ad espandersi e a conquistare nuovi territori, nuove risorse e nuovi schiavi. Questo è avvenuto, pure tra Europei, gli imputati di oggi. Il colonialismo? Una complessa parentesi storica ben delineata dalle condizioni che lo fecero sorgere: conoscenze tecniche e d'impiego a fronte di statica ignoranza. Aggiungiamo la nascita delle nazioni intese come nucleo etnico, militare, autonomo e coeso. Non a caso, a parte Inglesi, Francesi e Spagnoli, con l'appendice dei Portoghesi, gli imperi coloniali del Belgio e dell'Olanda, stati nazionali prima della Germania, erano più estesi di quelli tedeschi. Lo sfruttamento delle risorse naturali dei singoli territori, ne fu la logica conseguenza. Associata a rapacità ed egoismo? Certamente. Ma vale per tutti, non solo per gli occidentali. Ci ritroviamo sul banco degli accusati, schiacciati sotto un complesso di colpa, non perché è arrivata le generazione dei buoni, ma per motivi di lotta politica tra di noi. Gli europei e derivati oltre oceano, non possono più prendersi a fucilate, si sparano, allora, proiettili di moralità e di politicamente corretto. Crediamo davvero di poter ammantare, sempre e comunque, di nobili moventi la miseria delle nostre contese?

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