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Il Tango di Berlusconi

17 Settembre 2010 alle 15:00

“O il governo di Silvio Berlusconi si attesterà stabilmente alla Camera oltre i 316 voti, o, se vorrà mantenersi sopra la linea di galleggiamento, i finiani gli faranno ballare la Rumba”. La Rumba, ballo afrocubano estenuante e sincopato, è solo il più gettonato di un gruppo di balli, improbabili ma affascinanti, citati a turno dai giornali nello stesso senso, di cui fanno parte il Samba brasiliano, più moderato e ritmato, la Conga, praticato a Cuba ma d’origine africana, e la Raspa messicana, assai simile al Samba. Fuori dalla retorica dei contorcimenti ai quali andrebbe soggetto chi si esponesse a un logoramento continuo, il Foglio ha pubblicizzato tre volte l’evento dell’anno al Parco romano della musica, “Tango 2010”, che ha fatto assurgere Roma a capitale del Tango argentino. Il programma della manifestazione comprende due ballerini avvinti in un passaggio chiave del ballo e un bandoneon, vera voce delle pampas. Finalmente un ballo di carne e sangue, che scuote dentro, muovendo sensi e spirito, nello struggimento degli strumenti, la voce roca delle cantanti, la malinconia dei milongueros, lo scontro del “Duelo de Bandoneones” di faccia al “Novitango” di Astor Piazzolla. Di questo genere è il ballo che Silvio Berlusconi impone da quasi vent’anni ai politici italiani, con spunti di lucida follia in tutte le sue proposte e iniziative. Un ballo al quale è duro sfuggire per tornare al comodo andazzo in cui tutti si erano adagiati prima della sua discesa in campo.

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