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Il Sud ci salverà (?)

15 Settembre 2010 alle 18:20

E’ l’eterna lotta tra soggettivismo e oggettività. Fertile, solo quando le due realtà sono mantenute chiare nella loro distinzione. Facendo attenzione che una scelta di campo (cosa rispettabilissima, nella sua relatività) diventi ideologia sul cui metro si giudica la realtà e tutto il resto (esecrabilissima cosa, nella sua oggettività). Cosa c’è a sostegno del “primato del Sud” (quando, con precisione, in che cosa, esattamente?). L’era moderna sta tramontando? Forse, in crisi (a mio parere) autogenerata…e con questo? Non esistono, e l’homo figlio del moderno questo lo sa, modelli veritativi validi per sempre. L’importante è stare dalla parte giusta della storia nel suo procedere e divenire, al tempo giusto. La modernità e i suoi derivati hanno dato copiosi frutti e positivi: generazioni e generazioni in crescita, demograficamente ed economicamente. Ed è un segno di criticità se un gruppo socio-antropologico non l’ha abbracciata a tempo debito. E’ troppo comoda la posizione di chi (come gruppo) è stato alla finestra a guardare il fluire di un tratto di storia tenendosene ai margini, per inorgoglirsi, al momento del suo mutare (declino?!), della propria non commistione. In realtà chi si compiace narcisisticamente delle cause sposate aprioristicamente o della propria appartenenza d’ambito, mettendole al riparo dal duro e aspro confronto con la storia, può consolarsene in un’epoca come questa dopo che il relativismo ha sferrato colpi mortali alle verità comprovate. E chi ha detto che nella modernità e nelle sue derivazioni non c’è traccia di verità evangeliche (perché di questo in fondo è più corretto andare alla ricerca piuttosto che di una troppo ambigua “cattolicità”)?

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