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Castigat ridendo mores

15 Settembre 2010 alle 19:10

"Il linguaggio traveste i pensieri", scriveva Wittgenstein, nel caso dei vescovi inglesi invece li sveste integralmente. Con il pretesto di affidare agli apostati d'Inghilterra una conoscenza metaforica della liturgia cattolica hanno infatti avuto occasione di esporre il proprio credo nichilista nella mendacità degli idoli di cui pure essi sono ministri. Costoro ricordano quegli aruspici pagani di cui Cicerone diceva che non potevano incontrarsi fra loro senza mettersi a ridere: sono convinti di rappresentare una truffa cosmica, e per questo trasmettono alle loro vittime la stessa sensazione. E’ appena il caso di ricordare che l’ideologia illuminista fu figlia dell’odio di un prete per la propria religione, Jean Meslier è stato l’antesignano di tutti i D’Holbach e Diderot successivi, e lo stesso Odifreddi è transfugo dal seminario. Il seggio di Giuda alla tavola eucaristica non è mai vacante, come mai d’altronde lo è la cattedra di Pietro. Non bisogna però agitarsi, il Cristo insaguinato si è già pronunciato su costoro di fronte agli occhi di Padre Pio, e li chiamò “macellai”.

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