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Stracquadanio

14 Settembre 2010 alle 11:00

Con un semplice e abbastanza banale (per chi ne sia abituato) giochetto retorico il deputato Pdl Stracquadanio ha sentenziato che ognuno per fare carriera deve assecondare le virtù che natura (ma quale natura non è dato sapere) gli avrebbe dato. Si potrebbe dire: beh giusto! Ma l'intervento si riferiva al ruolo politico delle donne e al loro modo di fare carriera che può includere quindi anche l'uso del proprio corpo, seppur consenziente! Bisognerebbe ricordare che un posto di lavoro non si ottiene (o non si dovrebbe ottenere) per le virtù proprie di qualsiasi persona, ma per la suo capacità di ben operare in quel settore e in quel posto: competenza, curiosità, intelligenza, intuito, certo anche bellezza (ma laddove essa serva, cioè: campagne pubblicitarie per bikini, ragazze immagine del Gran Premio, concorsi di bellezza). Non si tratta di stupido moralismo ma di razionale e lucido interesse (nozione che dovrebbe essere familiare a chi si dichiara liberale): per intenderci, non sarebbe utile né proficuo avere parlamentari belli e belle ma senza alcuna nozione di diritto, senza la conoscenza fluente di tre lingue e la capacità di letture costanti e impegnative, senza lungimiranza, capacità mediatrice, etc. Questo è semplicemente buon senso, non cerchiamo di distorcerlo con la retorica per giustificare ancora una volta la mignottocrazia.

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