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Reciprocità/ 4

14 Settembre 2010 alle 16:30

La ricerca dell’equilibrio è l’arte del governo. Equilibrio è in ogni dove, fra stati o in famiglia, fra elettori ed eletti o fra religioni. Dopo molte rotture unilaterali è difficile parlare d’equilibrio. Scatta, in pochi, la richiesta di reciprocità, che è un tema fondante la convivenza fra popoli da sempre. L’islam invade l’occidente pacificamente, noi per loro siamo i Dhimmi, e sfruttano la nostra stupidità. Con l’occidente, l’avversario, si permette di tutto perché ha capito che i governi sono interessati a fare affari e basta. I popoli dell’occidente sono interessati, come i loro governi, a vivere in pace anche se questo significa fare lo struzzo. Sarò frainteso, pazienza. La donna iraniana, condannata alla lapidazione, ha giustamente sollevato indignazione, e forse è stata salvata. Milioni di cristiani od oppositori di regimi islamici non hanno striscioni in Vaticano e non mobilitano governi, muoiono nella nostra indifferenza e Dio ci chiederà conto di questo. Carla Bruni è stata considerata una prostituta e lo sgarbo al presidente è schiaffo ad un’intera nazione che reagisce con punture di spillo. Gheddafi ha ragione a sparare a nostri pescherecci, perché non succederà niente, e lo sa. Noi non siamo interessati a nulla. Solo avvenimenti mediatici, che possono essere venduti come reazione, come nel caso della disgraziata iraniana appassionano governi e organizzazioni umanitarie. Siamo immersi in un grande fratello dove il vincitore è conosciuto, però i vinti devono fare la loro particina per bene. Siamo ben oltre la richiesta d’equilibrio o di reciprocità. La reazione che inevitabilmente ci sarà, magari fra trent’anni, in che condizione ci vedrà? Da qualche parte, oggi giovane, un nuovo Churchill prometterà lacrime e sangue ai nostri nipoti e la colpa sarà nostra.

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