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La reciprocità fasulla

14 Settembre 2010 alle 13:00

Il dibattito sulla "reciprocità", non tiene conto di una realtà concreta, che viene sottaciuta per fare sfoggio di nobili sentimenti. La reciprocità, intendetela come volete, non prescinde mai, non può prescindere dalla condizione vincolante, che i soggetti che dovrebbero praticarla, siano sullo stesso piano. Se uno di questi si sente più forte, più deciso, più organizzato, è pio desiderio che, possa accettare il principio che per lui sarebbe, di fatto, una diminuzione del suo potere. Il soggetto più forte concede reciprocità solo se è funzionale ai suoi interessi. Non bastano i virtuosi distinguo e i buoni propositi. Più si accondiscende, in nome del "dialogo", più ci allontaniamo dalla possibilità che la "reciprocità" possa essere messa in atto. Potremo consolarci sentendoci più "buoni". Bah! La scuola cristiana data alle fiamme e i tredici morti cristiani, continuano a non insegnare niente.

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