cerca

Primarie trappola

13 Settembre 2010 alle 15:30

Furono escogitate come rimedio demagogico che saziasse quella brama degli elettori da sempre tenuti fuori dal “gran banchetto” delle candidature. Naturalmente è tutta una bagarre, tentiamo di carpire i processi elettorali degli Stati Uniti annusandone le “primarie”, ma senza coglierne costituzionalmente i meccanismi selettivi dei rappresentanti da eleggere. Le nostre “primarie” avvengono in un clima da “camera caritatis”. Alla buona, nei gazebo, ogni “elettore” versa un obolo per ammortizzare i costi del Partito. Come, quanti, chi ha il diritto di accedere a questo tipo di selezione (dal quale dipenderà il corretto funzionamento dell’Istituzione parlamentare) resta un fatto immaginario e non c’è da escludere che un votante possa indifferentemente votare in 10 gazebo diversi: insomma, è un processo rozzo che manca delle certezze garantite dalla legge. Dall’altro lato è un boomerang che colpisce proprio il funzionamento del partito nei gangli più sensibili dell’apparato: l’attribuzione del potere. Una segreteria esautorata nelle scelte fondamentali del potere è una segreteria formale, non ha più nulla da offrire a coloro che fanno vita politica nella visione di accreditarsi alle cariche parlamentari, là dove il potere legittima se stesso.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi