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Ognuno ha il Somewhere che si merita

13 Settembre 2010 alle 17:00

Somewhere di Sofia Coppola ha vinto il Leone d'oro a Venezia. Somewhere, almeno qui dobbiamo dircelo, è un film penoso. Va bene raccontare una storia tramite una situazione e non l'azione, ma non è sufficiente farlo con un'accozzaglia di scene e immagini e visioni senza un vero filo conduttore, non solo narrativo ma neanche poetico. Il Nintendo, poi, è davvero troppo. Il momento più terribile, tuttavia, lo si raggiunge solo con la strizzatina d'occhio allo spettatore delle Variazioni di Goldberg, un'inutile caduta di stile, buona sola a fargli credere di essere un intellettuale, almeno rispetto al vicino che la melodia arcinota non l'ha riconosciuta (in cambio, all'uscita del cinema si dirà che il film è "bellissimo). P.S. A proposito di vicini, dietro di me c'erano tre signorine che hanno commentato tutto il film come se fossero nel loro salotto di casa, con lo stesso spirito critico che può dedicarsi a Sex and the city. L'apice l'hanno raggiunto quando sono apparse le immagini dell'hotel di Milano (il Principe di Savoia, peraltro) e una di loro ha detto alle altre "Ahò questo è er Cavalieri Hilton, 'o riconosco, ogni tanto ce vado a famme 'a spa"...Che dire, ognuno ha il Somewhere che si merita.

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