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Dopo bufere su Fini si ritorna al Cavaliere

13 Settembre 2010 alle 21:00

Dopo quello che è successo nel Pdl e dintorni (scissione e bufere su Fini), non si può riprendere il discorso politico spostando l'attenzione sulle presunte ingiustizie subite dal Milan. Si ritorna a focalizzare sul Cavaliere che in successive occasioni prima osanna su "forza Italia e forza Milan" (ancora risuonava l'eco di accuse di "super partes" verso il Presidente della Camera). Mentre l'U. Bossi si accontenta, contemporaneamente, di "santificare" le acque del Po. Così tanto tuonò che dopo le "toghe rosse" è arrivato il turno delle "giacchette rosse", quelle degli arbitri. Infatti, in altra sede politica, il Cavaliere, con il suo humor un pò forzato, non ha risparmiato l'arbitro definendolo "di sinistra", magari per il sol fatto di chiamarsi Russo? E forse se a Cesena l'arbitro avesse avuto un altro cognome la battuta non sarebbe neppure nata. Allora ci sarebbe da domandarsi se con tutto quello che bolle in pentola e tutto il da fare che aspetta la politica (ad iniziare da una nuova legge elettorale) il leader del governo trovi il tempo e la voglia per polemizzare sul Milan? Oltre a precedenti interventi operati sul calcio-mercato col supposto e mascherato intento di voler recuperare nei sondaggi preferenziali? Perchè, poi, di contrapposto e quasi contemporaneamente, il presidente del Consiglio trovi preferibile partecipare ad un incontro con i giovani Pdl che inagurare la classica fiera del Levante di Bari, per una vita sempre inaugurata da Presidenti del Consiglio (e mentre la nomina del nuovo Ministro allo Sviluppo continua ad attendere)?

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