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Contraddizioni

11 Settembre 2010 alle 13:00

Sinceramente faccio fatica a capire la politica, soprattutto quella italiana, sempre contorta, in cui nulla o quasi è certo, a cui pare impossibile il traguardo di una maggioranza che duri e lavori seriamente un’intera legislatura, cosa che dovrebbe essere la norma. Fini ne è uno degli esponenti di questa robusta tradizione: parte da missino, duro partito ultraconservatore e in gran parte ostile alle istituzioni democratiche, dal cui sottobosco nacquero infatti movimenti come Ordine Nuovo, Forza Nuova, Avanguardia Nazionale, che si rifanno a tutt’altro modello politico e coccolano sogni rivoluzionari. Militare nell’M.S.I. per una persona di ideali democratici, con rispetto per le istituzioni, doveva essere affare non da poco. Fini invece diventa addirittura il delfino, e quindi successore, del suo capo più indiscusso e amato, Almirante. Oggi si propone invece difensore delle istituzioni democratiche, a suo dire minacciate da Lega e PDL, e contemporaneamente, in modo a me pare assolutamente contraddittorio, ha imboccato una strada che porterà molto probabilmente alla crisi della maggioranza. Il tutto in realtà, per le stesse ragioni per cui le maggioranze sono sempre cadute in Italia, lotte di potere interne ai partiti.

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