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Principi e opportunità

10 Settembre 2010 alle 19:00

La vicenda delle copie del Corano accatastate dal reverendo Jones è terribile nella sua emblematica verità. Si dice che il nostro mondo sta morendo perché enuncia grandi principi astratti, ma poi agisce sempre e solo in relazione a considerazioni di opportunità, cioè di opportunismo. Questo è un caso paradigmatico perfetto nella sua limpidezza. Secondo i grandi principi di libertà, in America si sono bruciate in pubblico bandiere a stelle a strisce da parte di cittadini americani stessi, magari mentre le truppe erano impegnate al fronte (quanto opportuno per il morale della truppa?). Molti se non moltissimi hanno trovato gesti di questo genere orribili e gli autori dei gran bastardi da augurare loro il cancro. Tuttavia nessuno ha mai pensato che non avessero pienamente titolo a farlo, così come nessuno ha mai pensato che il governo avesse titolo di sorta a entrare nel merito. Viviamo in un mondo che ritiene la scelta religiosa un fatto di gusto e di passione personale, esattamente come fare il tifo per questa o quella squadra, e nessuno si offende se i tifosi di questa o quella squadra deridono gli avversari o bruciano le loro insegne. Ebbene questo grande principio di libertà, nel caso dei musulmani, viene meno. In questo caso l'opportunità fa ampiamente aggio sulla libertà. Interviene il governo, interviene il generale, interviene persino il papa. E' quello che si aspettano i musulmani, i nostri nemici; sanno una volta di più che per noi i principi valgono solo se non ci creano fastidi, se non ci procurano grane. Sanno che siamo pronti a chinare il capo, basta fare solo ancora un po' più di pressione su queste anime, su questi cuori smarriti.

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