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S'i' fosse foco

8 Settembre 2010 alle 16:30

La Casa Bianca, centro del massimo potere mondiale, si è pubblicamente dichiarata preoccupata per l'intenzione annunciata da un pastore evangelico di bruciare alcune copie del Corano l'undici settembre prossimo venturo. Abbiamo così avuto autorevole conferma che l'Occidente secolare non teme Dio ma è atterrito da Allah, allontana da sè il crocifisso ma indietreggia davanti alla scimitarra, si dimostra spavaldo col Papa ma riverisce tremante ogni vitello di carta, sia esso il Corano o la Costituzione. Se la distruzione di un libro diventa faccenda di sicurezza nazionale significa che la democrazia liberale è divenuta il flatus vocis delle folle senza libertà, come “Arbeit macht frei” sul cancello di Dachau è espressione priva di senso e paradossale, rimane l’evocazione di un eden passato e non più la denominazione dello stato presente. Ironicamente il termine democrazia, contiguo a quello di utopia, sembra indicare in ogni tempo un passato o un futuro e mai un presente, questo perchè la natura è irrimediabilmente monarchica e gerarchica e non egualitaria e presidenziale. Cosa sarebbe successo se invece del Corano avessero minacciato di rogo il Vangelo? Assolutamente nulla, salvo i soliti telegrammi istituzionali di disappunto, perché i pagani riconoscono come unica fonte di potere la violenza, non la giustizia, e così si ritrovano schiavi del Dio dei violenti (“muslim” significa sottomesso), non figli di Quello dei giusti. Ci vorrà proprio una nuova cattività babilonese perché gli infedeli d’Occidente imparino che chi non è con Cristo è contro Cristo?

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