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Mirabello visto dal Sig. nessuno

8 Settembre 2010 alle 08:30

D’alta politica ne abbiamo vista poca in questi vent’anni, è anche per questo che se non falliamo, nemmeno cresciamo, economicamente e socialmente. La costituzione è sempre la stessa con l’infinito peso dell’ingovernabilità. Il sud non si sviluppa perché solo da poco si aggredisce le mafie e occorreranno molti anni, e qualcuno lo ritiene impossibile, prima di avere stato e senso della collettività in intere regioni. Il Berlusconismo, nato per le grandi riforme, era già inceppato e si è arenato a Mirabello dopo infiniti travagli. La sinistra non è riuscita ad emanciparsi e ha coltivato e contagiato tutti con il virus della frammentazione. Continuiamo ad avere una giustizia che non giudica obbligando milioni di poveri cristi all’inferno in terra, perché il tema è merce di scambio personale, ideologico e di rendita di posizione fra partiti e gruppi di partiti. L’immigrazione selvaggia, che in soli vent’anni, ha portato l’Italia ad avere i medesimi numeri di Francia e altri paesi, realizzati in almeno sessant’anni, è anch’essa terreno ideologico e non oggetto di preoccupazione e riflessione per l’organizzazione sociale. La questione settentrionale resta inevasa, così come la questione meridionale, che ha radici in un passato lontanissimo. Ipocritamente si parla d’unità nazionale, quando il divario è quasi fuori controllo e ancora sussistono rigurgiti di guerra civile a bassa intensità mentre lo spreco senza cervello in ogni settore avvantaggia i nemici dell’unità e aumenta il disinteresse alla politica. L’iniquità della tassazione permette, da sempre, la malapianta dell’evasione fiscale, salvo ipocritamente condannarla, tanto per fare un bel discorso. A Mirabello si compie, con un magnifico intervento, ciò che era in atto da almeno un anno, e che ha nome nanismo politico. Fini è un vero Italiano.

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