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Le carte, quanto sono truccate?

8 Settembre 2010 alle 15:30

Salvatore Merlo scrive: "Fini, Bossi e Tremonti hanno scoperto le carte, ora tocca al premier". Orsù, le carte di Bossi sono i decreti attuativi del federalismo che, così come sono, nessuna maggioranza alternativa farebbe passare, coinvolgere Casini li metterebbe a rischio. A meno di generose contropartite che sono nelle mani di Tremonti, che sgancerà, non si comprende bene a quali condizioni. Le carte di Tremonti sono nelle condizioni. Quelle di Fini sono virtuali, a Mirabello ha detto tutto e il suo contrario: votare la fiducia e nel contempo tenere il governo sotto scacco, costruire una maggioranza trasversale che cambi la legge elettorale e rimanere nel PdL quando ha dichiarato che non esiste più. Insomma, costruire una nuova destra equivale mettersi nel ruolo di Ferreo, Vendola e compagni, tutti li vogliono, nessuno li piglia, sul serio. La sfida sarebbe un nuovo partito, nell'area moderata di destra liberale, distinto e diverso dal PdL e, sottoporlo poi alla prova elettorale. Non con questa legge, però. Questo disegno, è evidente, per avere probabilità di riuscita, richiede la precondizione di un Silvio out, full out. La carte di Berlusconi consistono nel continuare ad esistere, rifiutando il ruolo di mendicante di voti, pronto a battersi per quello che ne potrebbe conseguire. Certo più facile a dirlo che a farlo. Anche perché dal colle più alto e da molte altre parti sono pronte altre carte da buttare in gioco. Figuriamoci se si fanno sfuggire l'occasione. Male che vada è tutta visibilità guadagnata.

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