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Cause ed effetti

8 Settembre 2010 alle 10:30

In un mondo che si vorrebbe nato dal caso (Hawkings, di recente) sembra che nulla possa accadere per caso. Si assiste così al tragico paradosso del solito fascicolo aperto da Procure che si lamentano di non avere soldi-personale-tempo per occuparsi del crimine (vero) per l'omicidio colposo del pilota Tomizawa, morto in pista (o in ospedale, ma non si coglie la differenza) perchè caduto a 300 all'ora e investito dai piloti che lo seguivano. Fatalità? Ma no, si tratta di una categoria desueta, abbandonata. Nel tempo dell'irresponsabilità, del "si può quel che si vuole", si afferma la proposizione conseguente ed opposta: "quel che non si vuole non può (non deve) accadere". E allora un colpevole ci vuole.

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