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Però l'impolitico Berlusconi ci aveva provato (a fare la grande riforma)

7 Settembre 2010 alle 13:30

L’impolitico Silvio Berlusconi la grande riforma costituzionale liberale, federalista, maggioritaria la fece. Ma il popolo sovrano, anche grazie all'attacco frontale dei politici puri del centro-sinistra e disimpegno e ai distinguo degli “alleati” politici Fini e Casini, la mandò al macero. Indomito, l’impolitico Berlusconi salì sul predellino e provò a fare la riforma in altro modo, fondando il PDL. Fini avrebbe potuto fare la “gamba politica” di Berlusconi, dando spessore al nuovo partito, anche facendosi portatore di istanze eccentriche rispetto a quelle della maggioranza del partito. L’uomo ha scelto invece la linea del controcanto quotidiano, scegliendo peraltro con cura temi urticanti per la maggioranza degli elettori del PDL: un vuoto concetto di legalità, la generica difesa di un altrettanto generico Sud, non meglio precisate proposte sulla “cittadinanza breve” agli extracomunitari, etc. Così Fini ha affossato anche questa nuova possibilità di grande riforma. Perché l’abbia fatto non lo so e non riesco a capirlo. So che Fini è comunque il genio politico che pensò bene tempo fa, sembrano passati secoli, di gettarsi a corpo morto nella fondazione del fallimentare ”Elefantino” (costringendo l’originale a diventare per un paio di mesi ippopotamo) e che i due grandi tentativi fatti dall'impolitico Berlusconi per cambiare la politica in questo paese sono entrambi stati bloccati da sapienti "politici".

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