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Dead or undead, the show must go on

7 Settembre 2010 alle 20:00

Non so se mi da più fastidio quella pseudo necessità mediatico-economica dietro la quale si è nascosta l'ipocrisia di far finta di nulla facendo terminare la corsa e di inneggiare alle premiazioni (con un "collega pilota" praticamente già morto in un angolo della pista) o l'ipocrisia mediatico-intellettuale di chi il giorno dopo eleva la coscienza a verbo e si lamenta, piagnucolando e evocando sensi di colpa collettivi sul degrado dello sport e dello spettacolo, che la corsa doveva essere stoppata e che bisognava chiudere baracca ed andare a casa.

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