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Stephen Hawking/ 2

6 Settembre 2010 alle 19:00

Ad Adamo ed Eva (agli uomini) è stato dato il dominio sul creato e la facoltà di dare nomi alle cose. La Scienza (gli uomini) nel fare ciò si sentono Dio. La Scienza (e lampante è nella scienza più pura, la Fisica di Hawking!) si occupa di osservabili. Di grandezze che si misurano, e non può che fare ciò: misurare e dare nomi. Scoprire regolarità. E' un mestiere meravigliosamente affascinante. Ma le cose per cui vale la pena vivere sono anche e soprattutto grandezze non misurabili eppure concrete, concretissime. Come si può contemplare il gigantesco (infinito?) universo e far finta di non sentire dentro di sè un altrettanto gigantesco "perchè?". Non è da scienziati ignorare domande. La mente umana che Hawking giustamente onora, oltre a concepire pensieri così profondi come le supercorde o la relatività sente forte, concreto, ineluttabile il desiderio di eternità. Perchè? Un quasi Teilhardiano (anti-Mancuso ci mancherebbe).

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