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"Le vierge, le vivace et le bel aujourd’hui, e il passato ancor di più...". Oltre alla guerra dei cent'anni rifacciamo pure quella dei bottoni.

6 Settembre 2010 alle 15:30

Tormentone martellante: “Dare un avvenire ai nostri figli”. Giusto, ci mancherebbe. Però, coglieva nostalgicamente un po’ di Foglio or sono Roberto Volpi, tra i mille divieti, le molte compressioni alla loro fantasia, le numerose paure di genitori, questi nostri pargoli sono divenuti una sorta di “bambini invisibili”. Fantasmi ora, nel presente. Noi adulti proiettati chissà dove o meglio quando, con questa continua-battente-angosciante idea di quanto sia fondamentale creargli ‘sto domani’, non ci accorgiamo che forse stiamo distruggendo oggi quello che per loro dovrà poi essere, vorremmo utopicamente felice realisticamente leggero e spensierato, almeno un ricco di libertà e multiforme passato di ricordi d’infanzia. Perciò a volte è forse utile?, necessario?, sicuramente di gran lunga più bello pensare che del futuro non ci importi un fico, “ad esso preferendo di gran lunga le vierge, le vivace et le bel aujourd’hui, e il passato ancor di più, il caro, il dolce, il pio passato”. E perché sia caro, dolce e pio pure per i nostri figli lasciamo un pochino perdere ciò che sarà o potrà essere, e abbandoniamoli a briglia e fantasia sciolta.

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