cerca

Robe dell'altro mondo!

2 Settembre 2010 alle 21:00

È incredibile, una consultazione popolare – referendum del 1993 – fa ancora testo. Come se 17 anni fossero trascorsi invano. “Pasqualino Settebellizze” aveva allora 17 anni, oggi ne conta 34: com’è passato il tempo! Per la nostra CASTA di politicanti il tempo s’è fermato e le opinioni espresse in un contesto REPUBBLICANO completamente diverso dall’attuale, fanno ancora testo, benché adulterate e neglette per 17 anni continuati. Fa comodo a qualche maestro d’alta scuola politologica della sinistra oligarchica, riesumare quel referendum per dare scacco matto al “Porcellum” con il “Mattarellum”, un vecchio arnese elettorale della partitocrazia seppellito da 17 anni di denigrazioni. Ma le cose italiche così vanno, c’è poco da sbraitare, il popolo sovrano sulla Carta è quello che conta: in realtà, non conta un cazzo! Il potere è faccenda molto seria, mica lo si può lasciare a disposizione di una massa anonima che del potere sa vedere solo le poltrone dei propri beniamini. Il potere è lacrime e sangue, per non essere scurrili e cinici con Rino Formica che lo ritiene un cocktail di merda e sangue. Il problema è antico: come avere botte piena e moglie ubriaca. Cioè, come conciliare le esigenze della governabilità senza scontentare i perdenti, quelli che non votati dal popolo sovrano, saranno costretti a fare da tappezzeria alla maggioranza che si acconcia per benino i “fatterelli” suoi. Assistere dall’uscio al pasto del ricco Epulone e raccogliere soltanto le briciole della sontuosa mensa, è un fatto che logora chi non mangia. Questo è il problema, ma non lo shakespeariano “To be, or not to be” di amletico dubbio, qua “chiagnene e fottene”, comme ‘e gatte in amore. Tale è lo stato dell’arte della nostra democrazia, sempre più bistrattata e vituperata da quei soliti che la difendono contro le prevaricazioni di “Silvio il Magno”: Uomo di Arcore.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi