cerca

Padania sì, Padania no.../ 2

31 Agosto 2010 alle 20:30

Caro Sig. Bergamaschi, mi preoccupo semrpe un po' quando leggo certe cose. Se per un sudtirolese la mafia, la camorra le disfunzioni della sanità e la politica clientelare non sono irrinunciabili, perchè per le stesse cose per un tedesco non dovrebbero suscitare gli stessi sentimenti? Se diamo per buono il suo ragionamento rischiamo di legittimare una sempre progressiva frammentazione e disunità proprio mentre (piaccia o meno) le necessità sociali ed economiche richiedono di unirsi per risolvere meglio i problemi. Forse il suo ragionamento vuole supportare quelli che modernamente si definiscono "glocalismi", supporto alle ragione del particolare nel flusso della globalizzazione, ma anche così non sono sicuro che si tratti di soluzioni efficienti ed efficaci alle necessità contemporanee. Quanto al fatto che "la padania non esiste", le suggerisco "Nazioni e nazionalismi" di Hobsbawn; scoprirà che l'autoreferenzialità e l'affermazione della propria originalità in rapporto alla geografia ed alla lingua è un costrutto intellettuale e sociale molto recente - in virtù della pregressa ibridazione e per effetto dei recenti sviluppi legati ai flussi imigratori (non solo quelli dall'Africa a qui, anche quelli italiani andati e poi tornati) - poco fondato e poco sostenibile. Purtroppo viviamo in un paese dove la politica genera le fratture sociali e po le riversa sulla collettività per polarizzarla e raccogliere il consenso distraendola da temi politici più rilevanti.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi