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30 Agosto 2010 alle 18:00

Splendido signora Giulia, splendido. La diversità come valore assoluto non esiste. Esiste la diversità come dato oggettivo, su questo non v’è dubbio. E’ la qualità aggiunta al dato sensibile il vero problema. Può essere anche un arricchimento, ma spessissimo è il suo contrario. In realtà certe diversità sono irriducibili e spesso confliggono, infatti, la gazzella non è molto felice della diversità del leone. Insomma un idiozia radicale, insostenibile in sede logica. Valore indica qualità positiva, nel linguaggio comune, ma la realtà dimostra spesso il contrario. La nostra diversità non è contemplata e questo mi lascia sempre perplesso perché mi sembra di vivere in un mondo masochista. L’altro ha sempre ragione: chi l’ha detto? E. Levinas ha non poca colpa. Sosteneva, infatti, che l’io deve inginocchiarsi di fronte all’altro. Non ha mai spiegato cosa succede se l’altro io non si piega di fronte al mio. Viviamo in un mondo che ha sposato acriticamente questo filosofo, in primis una componente cattolica che di questo assunto ne ha fatto bandiera. Il porgere l’altra guancia, peraltro, è in contraddizione con altri passaggi del Vangelo, che è ben lungi dall’essere una storia poiché infinitamente più complicato di quello che si crede. Ma tant’è. Altre “logge” contribuiscono al masochismo imperante. Al mondo produttivo che ha come obiettivo solo il lavoro, poco importa se le braccia sono culturalmente diverse, basta produrre bene, il resto è ordine pubblico a carico d’altri. A sinistra il povero immigrato, indipendentemente dalla cultura e anche dall’odio che porta nei nostri confronti, deve essere aiutato, perché proletario. Insomma siamo confinati in un mondo acefalo dove le idee più che tali sono lente ideologica. Basterebbe valutare la realtà per quella che è e non per quella che si vuol far passare come vera.

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