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Lupi travestiti da agnelli

27 Agosto 2010 alle 10:00

I Vangeli letti in chiave politica, come accade ormai da cinquant’anni, sono il male della Chiesa. “Cristo è il primo socialista della storia” o la teologia della liberazione per citarne due famosissimi. I Vangeli non sono quello che l’uomo fa per Dio, ma il suo contrario ed è questa la Buona Novella. L’uomo è un Giuda, un Tommaso e perfino un Pietro che tradisce. Questa è la chiesa e questo è l’uomo. I Vescovi che sulla scia dell’abitudine, interpretano a sinistra o a destra i vangeli, depauperano il messaggio di salvezza Cristiano, salvo poi, espellere dal corpo di Cristo chi è ritenuto pericoloso per la dottrina, com’è giusto che sia. Il pedofilo, ad esempio è dimissionato, perché corrompe i semplici e intacca il corpo di Cristo. La lotta fra cristiani di sinistra e di destra ha origine nell’interpretazione stessa di cosa è la Chiesa e il Vangelo. Fra la lettera e lo Spirito. Il paradigma “Dio è buono, io devo essere buono, ” non regge alla luce del Vangelo stesso. Le scritture mitigano le forze negative che ogni uomo ha, ma non le può certo eliminare se non per intervento diretto di Cristo (la santità). Non possiamo illuderci di essere dei perché non lo siamo. Non v’è Spirito nelle diatribe politiche sui Rom o sui sabotatori di Melfi solo interpretazioni faziose. La chiesa voli alto quando fa politica, non la voglio di sinistra o di destra, per quello bastiamo noi laici. Infine, sul caso Melfi, i Vescovi avrebbero dovuto condannare i sabotatori e al contempo intercedere per loro; “hanno sbagliato chiediamo clemenza”, questo è volare alto, il resto è politica da strapazzo e appartenenza ad una fazione precisa. In questo caso l’autogol è duplice: da un lato nel nome di una solidarietà sconfinata, sviliscono quella vera, dall’altro assumendo la difesa dell’io distruttore, non temperato, nei fatti certificano una visione nichilista della società.

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