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D=V ?

27 Agosto 2010 alle 08:00

A Roma imperversa la campagna mediatica che sancisce che D (diversità) è V (Valore). Ora so bene da dove viene e dove vuol andare a parare tale indottrinamento: viene dalle "logge" di ogni tipo (di Raffaello e non) e impone il globalismo finanziario e "markettaro" (nel senso di marketing consumistico) attraverso migrazioni oceaniche .Ma io ne contesto l'assunto di base: ma chi l'ha detto che la diversità è sempre un valore nel senso di un vantaggio? Biologicamente si può sostenere qualcosa di simile ma andatelo a dire alla gazzella che il leone così "diverso" è un valore! Dice: ma ne contiene l'eccesso demografico: ma che dite! anche il cancro, il virus ebola contengono il nostro eccesso demografico, ebbè vi piacerebbe conviverci? Perchè qui è il punto: noi con questi supposti "valori" ci "dobbiamo" (nel senso che non lo abbiamo scelto noi,siamo gli "invasi") convivere,starci forzatamente insieme.Un conto è conoscere, studiare ,approfondire senza pregiudizi culture e lingue sconosciute,un conto è che da domani devi cedere una quota di spazio,di risorse,di usanze e comprensione lingustica e sei costretto a vivere in una babele di codici di ogni tipo. Il fatto è che (ipocrisia a parte, politically correct a parte..e già se ne andrebbe buona parte del problema),nessuno (nel senso di nessuno studio,nessun pensatoio,nessuna riflessione di chierico) si è mai degnata di cogliere,auscultare,recepire il disagio la sofferenza, lo "straniamento" degli "invasi",degli stanziali: no, ci si mobilita solo per i migranti. E la nostra "diversità" quanto vale ormai ?

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