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Letterina ai vescovi pro rom/2

26 Agosto 2010 alle 15:49

Care Eminenze, capisco la difficoltà, nel muoversi in un mondo complicato, tuttavia non conoscete cosa accade a chi vive vicino ai Rom! In Romania, come in qualunque altro paese dove s’insediano, non hanno un lavoro e vivono d’espedienti. Non hanno interesse ad integrarsi da nessuna parte, perché la loro cultura è nomade, tranne rari casi. Vivere d’espedienti non è vivere secondo il Vangelo. Cristo non ha insegnato a rubare (perché di questo si tratta), né tanto meno ha mai aizzato alcuno contro il potere costituito (una digressione su Don Sciortino). Ha detto invece che ogni operaio ha diritto al suo salario. Questo si è importante, per un Cristiano. Quando un immigrato, o chiunque, è sfruttato utilizzando la sua debolezza, dovreste intervenire con forza. Inveire costantemente contro il caporalato, piaga inumana perché sfrutta diseredati (anche Italiani) che vogliono lavorare. Dovreste tuonare ogni giorno contro la mafia che soffoca il sud e scomunicare chi è affiliato, salvo reintegrarlo se si pente. La solidarietà è cosa seria e non può essere barattata per quel che non è, perché si svilisce un sentimento prezioso. Infine nessuno “tocchi Caino”, quindi tutti i pogrom contro i Rom vanno deprecati e puniti severamente. Non così l’allontanamento senza torcere loro un capello.

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