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La Carta è carta

25 Agosto 2010 alle 09:00

Qualcuno può spiegarmi in quale titolo della Costituzione è previsto che le sorti della nazione stiano nelle mani del capo dello Stato? L'art. 87 recita solennemente che egli rappresenta l'unità della nazione, ma l'unità non è tanto l'individuazione di una maggioranza numerica qualunque, quanto di un governo organico, perché la nazione è manzonianamente " una, d'arme, di lingua, d'altar/ di memorie, di sangue, di cor". Mettere insieme degli avventizi per battere un nemico inespugnabile non significa rappresentare l'unità nazionale, ma contribuire a disgregarla e portare il conflitto dal governo nel paese. Inoltre il titolo II prevede solo che si consultino i presidenti delle camere per scioglierle, non altri adempimenti, né che gli sia sottoposta la lista dei ministri o i decreti del governo per dichiararne l'ammissibilità. Che le cose siano andate così non significa che si sia seguito la lettera costituzionale. Ora invocarla per confermare un sopruso storico sembra incongruo con ogni dettato della ragione e del diritto. Era questo il segreto che Cossiga si è portato nella tomba e che ha svelato agli intelligenti e onesti fingendo la follia come un nuovo Enrico IV recitato da questo sardo Pirandello?

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