cerca

Il mito dell'eterno presente/ 2

25 Agosto 2010 alle 19:30

L’eterno presente quale orizzonte temporale e filosofico di vita. Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza! Fermare il tempo è un desiderio innato perché il tempo che scorre porta con sé il germe stesso della vecchiaia e della morte. Per questo si vuol fissare il presente. Illusione, naturalmente. Oh natura natura perché di tanto inganni i figli tuoi? Quante volte, anche il credente, s’interroga in questo modo. Pascal affermava che ogni cosa che facciamo ha come scopo l’allontanamento della morte. Si vive in una sorta d’esorcismo perpetuo. L’ultraterreno ha poca presa, se non c’è l’eterno, la vita è solo un breve periodo da trascorrere senza troppi problemi. La chiesa che ha le chiavi dell’eterno, parla pochissimo dell’anima e della vita futura, troppo impegnata a parlare d’accoglienza, tolleranza, sesso, morale, immigrazione, tasse e politica, quando il suo principale scopo è dare significato alla vita perché esiste la morte che Cristo ha vinto. Solo in questo modo tutto ciò che è il mondo ha un senso, altrimenti, come il nostro direttore ci ricorda e teme, il cattolicesimo diverrà vieppiù una mina vagante. Lo è già, poiché rinuncia a diffondere la speranza, quella vera.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi