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Il falso duello

25 Agosto 2010 alle 08:30

Non vedo alcuna politica ma solo tattica, perché il risultato è già scritto. Berlusconi propone cinque punti, non negoziabili. Fini, tramite Bocchino, rilancia l’allargamento della maggioranza senza Lega. Una proposta acefala perché nessuno può governare contro chi detiene la ricchezza del paese. Un rientro nei ranghi di Fini è impossibile, pena l’insulsaggine del presidente della camera; viceversa la resa di Berlusconi è fuori d’ogni logica. Bossi preme per elezioni, mettendo fifa a tutti. Naturalmente penso in accordo con lo stesso premier. Bossi non pigerà l’acceleratore per succhiare voti al PDL, perché in caso d’elezioni non si possono scannare i due alleati, ne trarrebbero vantaggio gli avversari, che sono assolutamente mal ridotti. Penso sia questo il vero nodo politico da sciogliere. Con Fini i giochi sono già fatti. Berlusconi tratterà con la Lega, prima di staccare la spina al suo governo. In un modo o nell’altro deve avere assicurazioni al nord per spendersi a sud. Il PD ha troppa paura delle urne, e di là dalle frasi muscolari, preme e premerà sul colle per il ribaltone. Quanto a Casini pompiere che parla di unire l’Italia e al contempo nega un governo senza Berlusconi, significa che non teme le elezioni. Rutelli con in dote qualche zero virgola assicura una linea di galleggiamento sufficiente e al contempo allontana lo spettro del ribaltone. Il centro destra, lega compresa, ricambierà il favore a Casini. Al momento opportuno Napolitano sancirà il ritorno alla prima repubblica, spaccando il paese in due o indirà elezioni? Credo sceglierà le urne e in ogni caso è un rischio da correre se si vuole evitare il logoramento e lo stallo.

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