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Espulsione? No, "invito all'allontanamento".

24 Agosto 2010 alle 11:00

Pare che la Ue non si limiti solo ad indicare il diametro dei cetrioli o la lunghezza delle banane, ma anche le soluzioni di tanti altri problemini. Riporto, a titolo d'esempio, una "scheda" pubblicata a pag. 22 del "Corriere" del 21: "I cittadini comunitari (la maggior parte dei rom lo è) possono circolare liberamente nell'Unione. Ma devono avere un reddito minimo, una dimora adeguata e non pesare sul sistema sociale del Paese ospitante. Niente espulsione nemmeno in mancanza di questi requisiti, al massimo c'è l'invito all'allontanamento". Ah, sì, ma gli estensori di una simile massima erano in tutt'altre faccende affaccendati od avevano alzato un pò il gomito? Son discorsi (senza capo né coda) che non si fanno neppure in Italia. "Devono avere": se non l'hanno,è evidente che bisogna rimuovere la causa della mancanza. Come? Col dargli "un reddito minimo, una dimora adeguata"? E pagandogli un'assicurazione per "non pesare sul sistema sociale del Paese ospitante"? Forse il mezzo giusto sarebbe l'espulsione, non consistente, come s'usa in Italia, solo in un pezzo di carta, anche se con un bel sigillo (timbro di bronzo ufficiale della Repubblica italiana). Neppure questo è possibile? Si deve ricorrere addirittura (e come estrema risorsa) all'"invito all'allontanamento": amico, non hai i requisiti, vuoi fare il favore di tornare al tuo Paese? E se dice no, che si fa? Ricorso alla Ue? Ueeh! Ue, il comunitario non se ne va, per favore pensaci tu! Per favore...

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