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La Gerusalemme liberanda

23 Agosto 2010 alle 20:00

La Chiesa, o meglio i suoi ubbiosi porporati, mettono in discussione l'autorità dell'Unione Europea quando essa è dimentica di crocifissi e radici cristiane (con quale autorità ci si può autocertificare come autorità? L'UE, come tutte le autocrazie, è fondata su un paradosso) e invece le si appoggiano quando si tratta di immigrazione. Questi prelati non hanno imparato dal Vangelo che non si può essere servi di due padroni, e al contempo onorare Cristo e invocare Europa (la quale non più si dice cristiana)? L’umanitarismo succede spontaneamente al cristianesimo che, ridotto da costoro a filosofia morale e quindi a moralismo, ostacola la più basilare attuazione della giustizia, che è finalizzata alla tutela del prossimo e non del forestiero: quest’ultimo diventa prossimo per contingenza, non è prossimo per definizione. I sommi sacerdoti sbraitavano contro Pilato finchè egli rimaneva deciso ad applicare il diritto romano, che avrebbe risparmiato il Nazareno, e si placarono solo quando il prefetto si piegò all’imperativo morale da loro sguainato. Abbiamo buone ragioni per sperare che Maroni, novello prefetto di Cesare, non abbia a cedere sotto il cinguettìo di vescovili barbagianni privi di infallibilità petrina.

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