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Così è se vi pare

23 Agosto 2010 alle 14:00

Bellissima Daniela Santanchè: “Nomina sunt consequentia rerum”. I nomi sono corrispondenti alle cose. La frase è famosa soprattutto perché è citata da Dante nella Vita nuova, dove afferma che al dolce nome di amore non possono che corrispondere dolcezze. Merde! Invece, fu Cambronne che la passò alla storia. Fu vera gloria? Secondo il prof. Magris (uomo di sinistra) che scartoccia Daniela, sì. Nomina perdidimus rerum «abbiamo perso il nome delle cose» con cui Ignazio Silone commenta che le truppe sovietiche intervenute contro gli insorti ungheresi nel 1956 non siano dette «truppe imperialiste russe» - Uscita di sicurezza, 160 – . Definire MERD il comportamento di un signore che si picca d’impartire lezioni di morale e di bon ton al Parlamento intero è volgare, secondo il prof. Magris, eclettico rappresentante di quella cultura snob che irrora gli attici della sinistra chic. Naturalmente negligendo qualche parentesi quadra (sporadica) che racchiude il sublime della volgarità plebea di ex proletari assurti ai fasti del capitalismo. Dai, Daniela! Non ti fermare, questi son personaggi pirandelliani “Così è (se vi pare)”. Incutono terrore digrignando i denti, ma se rifletti, dentature finte sono: dentiere.

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