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Cosa c'entra col vertice di Palazzo Grazioli? C'entra, c'entra

21 Agosto 2010 alle 15:53

Disquisire sul sesso degli angeli può sembrare una fuga ingloriosa dalla realtà, ma qui si parla di uno molto terra terra. Ci vuole poco a capire che l'interesse e il bene comune, riassumibili nella corretta ed efficace gestione della P.A in tutte le sue articolazioni centrali e periferiche, non coincidono con le brame delle oligarchie dei vari poteri che ci troviamo sul groppone. Ci vuole poco a capire come, in una visione non liberale dello stato, il controllo politico della P.A sia decisivo per le oligarchie. Il 90% della corruzione, degli intrallazzi, del clientelismo origina dall'uso politico di una entità amministrativa. Il peso determinante della P.A sembra non essere adeguatamente percepito e valutato neppure dai cittadini che da tempo immemorabile ne sono sudditi. Li si distrae con roboanti, pseudo nobili questioni di principio proprio perché non ne prendano coscienza. I cittadini non avvertono pienamente la spirale luciferina per cui quanto più si è in alto nella pubblica gerarchia, tanto più i moventi politici siano decisivi e condizionanti. E quando l'avvertono, in perfetto stile italico, ne cercano i favori. Applaudono Brunetta ma ignorano che anche lui ha dovuto concentrarsi sui "fannulloni", gli ultimi fantaccini di un esercito guidato da generali intoccabili. Anche per lui. I movimenti di persone ai vertici, che possono seguire le variazioni dei governi, non influiscono minimamente sula natura di fondo del sistema. Serbatoio smisurato di enti, sotto-enti, di finanziamenti, di poltrone, di concessioni, di favoritismi e di clientele. I nuovi arrivati si limiteranno ad orientare diversamente la concessione dei privilegi, nell'ambito di una prassi immutabile che tutti pensano e vogliono sfruttare a loro vantaggio, quando ne avranno l'occasione. Gratta gratta tutta la lotta politica consiste nel procurarsela.

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