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Povere scuse

20 Agosto 2010 alle 15:10

Questa mattina ho detto a mia moglie: "Ho fatto un sogno. Mi trovavo in un Paese in cui manager che portano al fallimento l’azienda vengono licenziati; direttori di giornale che dimezzano le copie vendute vengono cacciati; allenatori che fanno retrocedere la squadra vengono rimossi; registi che infilano un flop dietro l'altro non dirigono più; docenti che non riescono a educare gli studenti vengono accantonati; avvocati che perdono regolarmente le cause non trovano più clienti; medici che sbagliano le diagnosi perdono la fiducia....." Mia moglie mi interrompe: "Ma che fantasia; è l'Italia!" "Brava - le ho detto - ma in quel Paese magistrati che sono palesemente incapaci o che solo appaiono partigiani o non "giusti" vengono buttati fuori. E parlamentari che non sanno esprimere un governo, vengono mandati tutti a casa, e non sono più candidabili perchè palesemente incapaci di assolvere la missione di rappresentanti dei diritti e degli interessi del popolo". Mia moglie, sconsolata conclude: "No, non è l'Italia. Infatti, qui da noi quei magistrati fanno carriera e poi entrano in politica a vele spiegate. E i parlamentari, poi, più legislature mandano a pallino, più soldi arraffano, in emolumenti e pensioni. Ma lo sai che se adesso decidono di buon accordo di litigare e di mandarci di nuovo a votare, maturano la pensione piena anche se hanno "lavorato" (chiedo scusa ai magutt) poco più di un paio d'anni? E per di più partitini e partitelli si beccano rimborsi come se avessero "lavorato" (richiedo scusa) cinque anni. E poi si prendono un'altra valanga di soldi per rimborsi elettorali per le nuove elezioni." E poi dicono che non vanno d'accordo. Ma quando mai!?

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