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Facezie estive

20 Agosto 2010 alle 16:33

"Contra factum non valet argumentum", dicevano i logici medioevali, qui -invece- non si trova nessuno che non metta in discussione anche il giorno della settimana; l'ermeneutica ha infettato tutti, a cominciare dai magistrati che sono divenuti ermeneuti delle leggi, i giornalisti ermeneuti dei fatti e i religiosi ermeneuti delle scritture, perciò tutto il mondo è divenuto favola. In una vicenda di poco conto come quella che interessa Fini (perché appartiene all'usucapione politica) si sta menando una guerra epica come quella per una secchia rapita; tra conferme e smentite si aduggiano gli Italiani, come quel famoso avvocato di Marziale che per difendere una causa in tribunale per il furto di tre caprette comincia a parlare delle guerre di Silla, di Cesare e Pompeo facendo il catalogo di tutta la storia di Roma, fino a quando il povero pastore interruppe: "avvocato, parla delle tre caprette!". Così avviene nella querelle tra Fini e Feltri: dove sta il quid? La regalia è il dono del re e Fini poteva disporne per chicchessia e in primis per i parenti, perché è prescritto di amare prima il prossimo (i parenti) poi i vicini, in ultimo, se ci resta qualcosa, tutti gli altri.

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