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Montecarlo, la Banca, altre cose e la Morale kantiana

17 Agosto 2010 alle 09:30

Vorrei discutere (ma non lo faccio) di coloro che agiscono come se la massima delle loro azioni dovesse essere elevata dalla loro volontà a legge universale della natura.E ancora, di coloro che agiscono in modo da trattare l'umanità, sia nella loro persona sia in quella di ogni altro uomo, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo ed, infine,di coloro che agiscono in modo che la volontà, in base alla massima, possa considerare contemporaneamente se stessa come universalmente legislatrice. Vorrei discutere di questo, ma non lo faccio. Come è noto queste citate sono l'espressione della Morale in Immanuel Kant. Ma Kant, anche se non ha mai conosciuto Fini, nè Verdini, nè altri politici della prima, seconda o terza repubblica italiana, sapeva benissimo che gli uomini mortali avrebbero anche potuto riprodursi e quindi gli avi avrebbero generato figli, nipoti e pronipoti. Ora, pur non volendo rifarsi all'ipotesi principale del sillogismo sulla mortalità degli uomini e sul fatto che Fini o Verdini siano uomini e come tali mortali, vi chiedo: in quale delle tre massime sopra citate trovereste un riferimento ai politici della prima, seconda o terza repubblica? Forse è la stessa storia polica d'Italia a dover essere letta nell'alveo delle Massime della Morale kantiana e chi troverà il tempo (lo storico della filosofia o lo storico tout court) dovrà necessariamente ricollocare il giudizio critico su queste basi.

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