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A Cana senza vino

17 Agosto 2010 alle 19:50

Se la Chiesa avesse dieci, cento, mille Langone, veramente potrebbe definirsi militante; invece si limita a predicare con enunciati che Wittgenstein definirebbe privi di senso. Non propone per bocca dei suoi nunzi verità divine che la ragione umana può comprendere solo elevandosi, ma l'assurdo (il vuoto pneumatico). La Chiesa primitiva è divenuta ecumenica perché fu taumaturgica, i pagani vedevano i segni e si convertivano; se ad Atene lasciarono in asso Paolo, che altrove venne onorato come un dio per i miracoli ivi compiuti, cosa avrebbero fatto ascoltando le omelie dei nostri prelati? Dove Dio è presente nei suoi Santi là i fedeli accorrono numerosi, a Lourdes, Mejugorie, sulla tomba di S. Pio, ma a molte celebrazioni festive siamo come a Cana, "vinum non habent". La crisi della Chiesa non è crisi di vocazioni ma di miracoli, la secolarizzazione guarda all'impegno civile, non si prega e si digiuna e quindi Dio si allontana. E' come se si volesse risolvere la questione del profitto scolastico discutendo sulle strutture senza ammonire sulla necessità dello studio. Non si può invocare l'autorità per lungo tempo senza verifiche effettive del suo potere, e questo generalmente, nella Chiesa, in politica o nel commercio. Anche nella Chiesa la concorrenza si combatte con la innovazione, nella specie i miracoli, che quanto più il mondo è divenuto pagano tanto più devono essere grandi, altrimenti ogni religione non è esente dal rischio della superstizione.

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