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Tornano in auge i pretori del lavoro?

13 Agosto 2010 alle 18:30

Titolo di un articolo di Roberto Bagnoli a pagina 5 del "Corriere" dell'11: " - Il giudice alla Fiat: comportamento antisindacale. Torino: aspettiamo di leggere la sentenza". Io, già in occasione del referendum, mi ero chiesto: "Perché Marchionne non trasferisce la produzione all'estero, ma lo ventila soltanto? Cosa spera di cambiare in questo Paese fossilizzato su sindacati che mai hanno avuto a cuore i veri problemi del lavoro (e neppure dei lavoratori, come dicevano) ed una magistratura che ha avallato persino i picchettaggi?". Ora mi chiedo: "Siamo tornati ai Pretori d'assalto e a quelli del lavoro?". Non l'avessi mai pensato! Arrivato a pagina 41 ho trovato l'articolo di Dario Di Vico: "Dopo il caso di Melfi - Ma i pretori non ci salveranno". Leggere, per favore. Leggere: il contenuto non sarà Politically correct, il termine Pretore non si riferisce più ad una categoria specifica di magistrati (spazzata via da una inutile riforma, in mancanza di quella totale assolutamente necessaria), ma ad una categoria generale (i magistrati: i giudici, altri dall'autorità inquirente), però come può Marchionne pensare che cambierà qualcosa, se i pretori del lavoro hanno fatto più danni degli stessi sindacati? Antisindacale la linea della Fiat? Ma perché non guardano l'antisociale dei sindacati ed ora almeno di una certa parte ideologizzata e politicizzata di di un sindacato ammuffito, che non è in grado di rigenerarsi?

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