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Viene l'ora

12 Agosto 2010 alle 18:00

Ieri passeggiavo sulle rive del lago Maggiore. Ad un tratto ho udito dei forti strepiti. Una donna lanciava in acqua un legno e incitava il suo cane a ricuperarlo. Il legno cadeva nei pressi di un cigno, e la donna continuava a rilanciare il legno e ad incitare il cane. Ad un certo momento il cigno si drizzò furioso contro il cane, emettendo forti gridi. Il mio pensiero istintivo fu: che carogna quel cigno. Poi mi accorsi che seminascosti c'erano un altro cigno e i suoi cignetti. Il primo cigno difendeva la sua famiglia da un potenziale pericolo e dalla stupidità di quella donna. Questo fatterello mi è tornato alla mente leggendo le misere parole che i fan di un giornale romano, che comincia con la r e che si fa propugnatore delle battaglie libertarie ed etiche, hanno dedicato a Francesco Cossiga, e che quel giornale ha ritenuto di mettere in rete. Mi sento sentito avvilito. Poi mi hanno confortato le parole di don Primo Mazzolari, che ha scritto: "Di gente sicura non ci sono che gli sciocchi, e niuno è così povero come l'orgoglioso che non lo vuole essere. La misericordia esalta l'uomo e la sua giustizia. La storia non sarebbe quella povera cosa che purtroppo è se gli uomini, riconoscendosi creature di miseria, non si trattassero senza cuore come si trattano, poichè, per trattarsi bene, bisogna sentire l'altrui cuore battere accanto al nostro, su uno stesso ritmo di povertà". Quale grandezza nel comportamento del cigno e quanta mediocrità nell'anima umana. Torniamo sempre lì, non riusciamo a superare la giustizia dello scriba e del fariseo.

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