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Un uomo e una donna (per Tassinari)

12 Agosto 2010 alle 17:00

E’ probabile un ulteriore abbassamento delle unioni e il fenomeno sembra inarrestabile. In una regione “all’avanguardia” sia per la scarsità di matrimoni che di figli, abbiamo visto in pochissimo tempo decine di migliaia d’immigrati inserirsi per bene o a forza nel tessuto sociale delle nostre città. L’Emilia Romagna è già in declino e tempo dieci anni gli autoctoni saranno minoranza, grazie appunto all’andamento siccitoso dei matrimoni e delle nascite. Più che i matrimoni gay (diciamo culattoni che è la parola usata comunemente) mi preoccupa il vuoto demografico. Un uomo e una donna sono e saranno sempre l’unità base per una società perché così ha voluto Dio o per chi non crede, il caso, ma pur sempre è così. Credo che il 4% della popolazione mondiale sia omosessuale, a tutte le latitudini e da sempre. Non saranno loro né la cultura che sostiene l’eguaglianza con gli etero che ci scalzerà, perché la realtà è diversa. Ci stiamo suicidando da soli. L’incapacità relazionale fra i sessi è cronica. Molto sesso ma nessun progetto, figli poi non se ne parla. Uomini e donne non si comprendono più, troppo presi da se stessi. Abbiamo strutture per l’infanzia all’avanguardia in Europa e li riempiamo di figli d’immigrati, alla faccia di chi pensa che il problema è economico! E’ purtroppo culturale, quindi molto difficile da interrompere. Come si fa a convincere i giovani che non si può vivere pensando solo a se stessi? Come si fa a convincere i trentenni che i figli sono una benedizione? Nessuna società sopravvive senza il senso del futuro e noi lo stiamo perdendo ad un ritmo incalzante. Invidio gli islamici (che espellerei in massa dal suolo italico) che hanno figli senza tanti asili e baby sitter.

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