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Piccoli barbari crescono.

10 Agosto 2010 alle 16:00

Impossessarsi istintivamente di quel che si vuole e disfarsi con altrettanta leggerezza di quanto non si vuole (o non si vuole più) costituisce il naturale comportamento di ogni piccolo d’uomo. A ben vedere, un piccolo barbaro: per questo i bambini vanno educati e non, semplicemente, istruiti. Ma educare presuppone una visione del mondo, una finalità condivisa, una responsabilità conseguente. E’ un lavoro duro e costante, ripetuto da ogni generazione. La nostra società si sta prendendo il lusso di interrompere questa catena in nome di una malintesa libertà che in verità nasconde una assoluta assenza di riferimenti “ultimi” cui conformare tale sforzo. “Adulti” che fanno e disfano la propria vita, i propri affetti, i propri rapporti, i propri stessi figli come fossero tessere di un gioco di società, non costituiscono purtroppo una buona premessa per una inversione di tendenza al suicidio generazionale cui stiamo assistendo. A Capri come a Secondigliano. Tanto per intenderci.

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